Studio Ceredi
Architettura & Design

Intervento di rigenerazione ex lavatoio e aree limitrofe al proto canale di Cesenatico

Intervento di rigenerazione "ex lavatoio" e percorsi/aree limitrofi al porto canale di Cesenatico

Competition entry: Year 2026

TEAM

Francesco Ceredi - Studio Ceredi -Paolo Ceredi - Studio Ceredi

Fabio Andreetti - @wall_studio_sgp

DUNAMIS Architettura

Lo studio Ceredi in collaborazione con l'arch. Andreeti si è occupato della riqualificazione dei percorsi e delle aree limitrofe al porto canale di Cesentatico. Di seguito si riporta uno stralcio della relazione tecnica riguardante l'ambito di intervento.

L’area oggetto di intervento si colloca in una posizione strategica ma attualmente critica: una zona di "retro" posta immediatamente dietro la prima cortina di case che costeggia il Porto Canale. Allo stato attuale, lo spazio si presenta come un ambito anonimo e in stato di degrado, contornato da edifici di edilizia ordinaria caratterizzati da una bassa qualità architettonica. Si evidenzia la totale assenza di un carattere identitario definito.

L’idea progettuale è audace e fortemente connotativa. Si è scelto di rifuggire soluzioni anonime per puntare su uno spazio altamente riconoscibile, quasi artistico, dove la pavimentazione diventa la protagonista assoluta. L’ispirazione nasce dalle vele d’epoca della marineria di Cesenatico, riprese sia nelle cromie che nella classica forma trapezoidale (le cosiddette vele al terzo). Il disegno a terra è una successione ritmica di "vele pavimentali" decorate con i simboli della tradizione storica: cerchi, soli, stelle, archi e successioni ritmiche di triangoli. La palette cromatica è quella tipica e vibrante delle vele storiche: rosso terra, ocra, arancio, bianco e azzurro. All'interno di questi decori geometrici e policromi trovano collocazione le aree a verde, il chiosco, il playground e lo sport ground.

Il progetto vive di una sequenza di espansioni e contrazioni spaziali che guidano l’utente in una continua scoperta:

  • L’Invito dal Porto Canale: Il percorso inizia imboccando una stretta via in leggera salita, chiusa tra due fabbricati. Originariamente poco visibile, viene valorizzata da una nuova pavimentazione con motivi a triangoli rossi su fondo giallo che si susseguono lungo il caseggiato, invitando i passanti all'esplorazione.
  • Lo Slargo e la Grande Vela Bianca: Al termine della via, lo spazio si amplia e si apre verso l’area parcheggio. Qui il tema delle vele si espande in larghezza e lunghezza. Da un podio si scende attraverso una gradinata estesa e ampia, giungendo alla prima grande campitura: una vela bianca con frecce azzurre che incitano graficamente la direzione da intraprendere.
  • La Vela Ocra e il Chiosco: Proseguendo, si attraversa l’ampia vela ocra con un cerchio centrale. Questo elemento, posto in posizione baricentrica rispetto all'intero lotto, ospita il chiosco, luogo di aggregazione e vera "cerniera" tra il percorso longitudinale (Canale-Lavatoio) e quello trasversale che costeggia la corte retrostante alla Chiesa di San Giacomo.
  • Playground e Sport Ground: Due grandi campiture trapezoidali delimitano le zone attive. Nel Playground, una grande stella a cinque punte denota lo spazio ludico; al suo centro è collocata una torre di funi pentagonale, circondata in modo radiocentrico da altri giochi (castello, saliscendi). Una quinta verde scherma l’area dalla stradina privata confinante. Lo Sport Ground è invece configurato come un mezzo campo da basket, il cui disegno è integrato in un mezzo sole stilizzato con raggi a triangoli.
  • Il Percorso verso l'Ex Lavatoio: Tornando a percorrere l'asse principale di collegamento tra il canale e il lavatoio, si accede uno stradello stretto, analogo a quello iniziale, ma scandito da una serie di dentelli rettangolari dove trovano spazio le aiuole a verde. Lo spazio si dilata infine verso il Lavatoio: qui il disegno a terra con campiture diagonali, motivi a scaletta e bande ad arco policrome — abbraccia e taglia il fabbricato, generando una caratterizzazione dello spazio inequivocabile. L’antico fabbricato del lavatoio trova un nuovo contesto urbano in cui espletare la sua nuova identità funzionale.

L’intervento non si limita a una riqualificazione estetica, ma implementa avanzate strategie di ingegneria ambientale per trasformare l'area in un ecosistema urbano attivo:

  • Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SUDS): Le ampie aree a giardino sono progettate come Rain Gardens (giardini della pioggia) a cielo aperto. Questi spazi sono tecnicamente bacini di bioritenzione: il suolo è sagomato a catino con un substrato filtrante specifico che accoglie l'acqua piovana convogliata dalla pavimentazione, la depura naturalmente dai residui urbani e ne favorisce la lenta infiltrazione nel sottosuolo o l'evapotraspirazione, riducendo a zero il sovraccarico delle fognature comunali.
  • Pavimentazione Iper-Drenante: La superficie calpestabile è realizzata in calcestruzzo architettonico drenante ad altissima porosità. Con una capacità di drenaggio di 500 litri/minuto/metro quadro — circa 10 volte superiore a quella del comune terreno vegetale — la pavimentazione elimina il fenomeno del ruscellamento superficiale e delle pozzanghere, mantenendo lo spazio fruibile anche immediatamente dopo eventi piovosi intensi e contribuendo alla ricarica delle falde acquifere locali.
  • Mitigazione del Microclima: Grazie alla combinazione tra la massa vegetale (30% dell’intera area di intervento) e l'elevata riflettanza solare (albedo) delle campiture chiare della pavimentazione, il progetto contrasta l’effetto "isola di calore". Il sistema dei rain garden favorisce un raffrescamento naturale dell’aria attraverso l’umidità del suolo e delle piante.